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    October 24

    Volo...

    Potrei chiudere gli occhi in qualunque attimo della mia giornata; potrei svegliarmi a qualnuqe ora della notte; potrei aprire mille e più libri, e girare milioni di pagine; potrei rivolgere il mio sguardo ovunque, e in ogni luogo, in ogni pagina, in ogni fotorafia, in ogni sogno ci sarebbe sempre un pensiero per te.
    Perchè quando qualcuno entra nella tua vita, è la vita stessa che ne parla... è la serenità, l'entusiasmo, la luce che brilla in fondo agli occhi... è il sospiro di quando il telefono squilla e pensi "Ecco, la telefonata che aspettavo", è il sorriso che fai quando leggi un sms, la felicità del suo buongiorno e la nostalgia della buonanotte. Io non lo so mica se tutto questo ha un nome, non servirebbe cercare di dare definizioni, e non m'importa! M'importa che tu ci sia, che continui a vagare nei miei pensieri più belli, nelle mie pagine, che sia per te che ogni tanto prendo la matita e scrivo, perchè tutto questo mi fa stare bene. E se è vero che il buonumore, la serenità, sono contagiosi come dico ormai da tempo, allora il momento in cui vorrò guardarmi attorno, sarà quello in cui intorno a me vedrò un fiume di gente felice!
     
     
     
    Mentre vivo, respiro
    di notte, di giorno,
    si sente il silenzio del mondo,
    mentre sogno distese
    di grano, di fiori
    lontano da qui...
    (S. Cristicchi - Legato a te)
    October 22

    Dov'è il mio bacio?

    C'era una volta una bambina che si chiamava Cecilia. Il papà e la mamma della bambina lavoravano tanto. La loro era una bella famiglia e vivevano felici. Mancava solo una cosa, ma Cecilia non se ne era mai accorta.
    Un giorno, quando aveva nove anni, andò per la prima volta a dormire a casa della sua amica Adele. Quando fu ora di dormire, la mamma di Adele rimboccò loro le coperte e diede a ognuna il bacio della buonanotte.
    "Ti voglio bene" disse la mamma ad Adele.
    "Anch'io" sussurrò la bambina.
    Cecilia era così sconvolta che non riuscì a chiudere occhio. Nessuno le aveva mai dato il bacio della buonanotte o le aveva detto di volerle bene. Rimase sveglia tutta la notte, pensando e ripensando: "È così che dovrebbe essere".
    Quando tornò a casa, non salutò i genitori e corse in camera sua. Li odiava. Perché non l'avevano mai baciata? Perché non l'abbracciavano e non le dicevano che le volevano bene? Forse non gliene volevano? Cecilia pianse fino ad addormentarsi e rimase arrabbiata per diversi giorni.
    Alla fine decise di scappare di casa. Preparò il suo zainetto, ma non sapeva dove andare. Era bloccata per sempre con i genitori più freddi e peggiori del mondo. All'improvviso, trovò una soluzione. Andò dritta da sua madre e le stampò un bacio sulla guancia: "Ti voglio bene".
    Poi corse dal papà e lo abbracciò: "Buonanotte papà", disse, "ti voglio bene". Quindi andò a letto, lasciando i genitori ammutoliti in cucina.
    Il mattino seguente, quando scese per colazione, diede un bacio alla mamma e uno al papà. Alla fermata dell'autobus si sollevò in punta di piedi e diede ancora un bacio alla mamma: "Ciao, mamma. Ti voglio bene".
    Cecilia andò avanti così giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese. A volte, i suoi genitori si scostavano, rigidi e impacciati. A volte ne ridevano. Ma Cecilia non smise. Aveva il suo piano e lo seguiva alla lettera. Poi, una sera, dimenticò di dare il bacio alla mamma prima di andare a letto. Poco dopo, la porta della sua camera si aprì e sua madre entrò. "Allora, dov'è il mio bacio?" chiese, fingendo di essere contrariata.
    Cecilia si sollevò a sedere: "Oh, l'avevo scordato". La baciò e poi: "Ti voglio bene, mamma". Quindi tornò a coricarsi e chiuse gli occhi.
    Ma la mamma rimase lì e alla fine disse: "Anch'io ti voglio bene". Poi si chinò e baciò Cecilia proprio sulla guancia.
    Poi aggiunse con finta severità: "E non ti dimenticare più di darmi il bacio della buonanotte".
    Cecilia rise e promise: "Non succederà più".

    Oggi, qualcuno sta aspettando il "suo" bacio. Da te.
     
    October 18

    Cade la pioggia

     
    Cade la pioggia e tutto lava
    cancella le mie stesse ossa
    Cade la pioggia e tutto casca
    e scivolo sull’acqua sporca
    Si, ma a te che importa poi
    rinfrescati se vuoi
    questa mia stessa pioggia sporca
    Dimmi a che serve restare
    lontano in silenzio a guardare
    la nostra passione che muore in un angolo e
    non sa di noi
    non sa di noi
    non sa di noi
    Cade la pioggia e tutto tace
    lo vedi sento anch’io la pace
    Cade la pioggia e questa pace
    è solo acqua sporca e brace
    c’è aria fredda intorno a noi
    abbracciami se vuoi
    questa mia stessa pioggia sporca
    Dimmi a che serve restare
    lontano in silenzio a guardare
    la nostra passione che muore in un angolo
    E dimmi a che serve sperare
    se piove e non senti dolore
    come questa mia pelle che muore
    che cambia colore
    che cambia l’odore
    Tu dimmi poi che senso ha ora piangere
    piangere addosso a me
    che non so difendere questa mia brutta pelle
    così sporca
    tanto sporca
    com'è sporca
    questa pioggia sporca
    Si ma tu non difendermi adesso
    tu non difendermi adesso
    tu non difendermi
    piuttosto torna a fango si ma torna
    E dimmi che serve restare
    lontano in silenzio a guardare
    la nostra passione non muore
    ma cambia colore
    tu fammi sperare
    che piove e senti pure l’odore
    di questa mia pelle che è bianca
    e non vuole il colore
    non vuole il colore
    no..
    no..
    La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
    scrivi tu la fine
    io sono pronto
    non voglio stare sulla soglia della nostra vita
    guardare che è finita
    nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi
    e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
    la strada che noi abbiamo fatto insieme
    gettando sulla pietra il nostro seme
    a ucciderci a ogni notte dopo rabbia
    gocce di pioggia calde sulla sabbia
    amore, amore mio
    questa passione passata come fame ad un leone
    dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi
    tu non ricordi ma eravamo noi
    noi due abbracciati fermi nella pioggia
    mentre tutti correvano al riparo
    e il nostro amore è polvere da sparo
    il tuono è solo un battito di cuore
    e il lampo illumina senza rumore
    e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
    ma scrivi tu la fine
    io sono pronto
     
     
    October 17

    Con tenerezza

    Placati, cuore mio,
    sta' quieto fino all'alba.
    Placati, anche se la tempesta
    ride dell'intima tua bassa voce.
    Placati, cuore mio,
    fino all'alba.
    Chiunque attende il mattino
    con pazienza,
    il mattino lo abbraccerà
    con tenerezza.
     
    - K. Gibran -
    October 03

    E ti vengo a cercare

    E ti vengo a cercare
    anche solo per vederti o parlare
    perché ho bisogno della tua presenza
    per capire meglio la mia essenza.
    Questo sentimento popolare
    nasce da meccaniche divine
    un rapimento mistico
    e sensuale
    mi imprigiona a te.
    Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
    non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
    fare come un eremita
    che rinuncia a sé.
    E ti vengo a cercare
    con la scusa di doverti parlare
    perché mi piace ciò che pensi e che dici
    perché in te vedo le mie radici.
    Questo secolo ormai alla fine
    saturo di parassiti senza dignità
    mi spinge solo ad essere migliore
    con più volontà.
    Emanciparmi dall'incubo delle passioni
    cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
    essere un'immagine divina
    di questa realtà.
    E ti vengo a cercare
    perché sto bene con te
    perché ho bisogno della tua presenza