Maria 的个人资料ღஐ¤*¨*¤ஐღ-=|иυνσℓє є ℓєи...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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9月6日 L'espertoUn uomo decise, un giorno: "Voglio conoscere tutto e, se fosse necessario, farò il giro del mondo". Così disse e così fece. L'uomo si mise a percorrere il mondo. Dai più grandi professori imparò la geografia, la storia e l'intera gamma delle scienze. Scoprì la tecnica, si entusiasmò per la matematica, si appassionò all'informatica. Registrò su video, dischetti e Cd tutto quello che aveva imparato e scoperto. Ritornò a casa soddisfatto e felice. Diceva: "Ora, conosco tutto". Qualche giorno dopo, fece visita ad un famoso personaggio, conosciuto in tutto il mondo per la sua straordinaria sapienza. L'uomo voleva confrontare il suo sapere con quello dei saggio. Tirarono a sorte per sapere quale dei due avrebbe dovuto porre la prima domanda. La sorte designò il grande saggio, il quale si rivolse all'uomo e gli domandò: "Che cosa sai dell'amicizia?". L'uomo ripartì, senza dire una parola. Sta ancora percorrendo il mondo. Amare è la sfida più ambiziosa dell'intera esistenza. La più intensa. La più soddisfacente. Diglielo a quelli che ami. - "Voglio farti sapere quanto sei importante per me, che puoi essere il creatore della persona che è in me, se vuoi. Tu solo puoi abbattere il muro dietro il quale sto tremando. Tu solo puoi vedere dietro la mia maschera. Tu solo puoi liberarmi dal mio mondo d'ombra, fatto di panico, d'incertezza e di solitudine. Perciò, ti prego, non passare oltre. So che per te non sarà facile. La convinzione di non valere nulla erige muri solidi. E più ti avvicini a me, e più, forse, io reagirò ciecamente. Vedi, a quanto sembra io combatto contro ciò di cui più ho bisogno. Ma mi hanno detto che l'amore è più forte di ogni muraglia, e in questo sta la mia sola speranza. Perciò abbattí questi muri con le tue mani salde ma gentili, perché ciò che vi è d'infantile in me è molto sensibile e non può crescere dietro questi muri. Perciò non desistere. Ho bisogno di te". 3月4日 Un difetto nella donnaQuando Dio creò la donna era già al suo sesto giorno di lavoro, facendo pure gli straordinari! Apparve un angelo e gli chiese: «Come mai ci metti tanto con questa?» E il Signore rispose: «hai visto il mio Progetto per lei?». Deve essere completamente lavabile, però non deve essere di plastica, avere più di 200 parti mobili ed essere capace di funzionare con una dieta di qualsiasi cosa avanzi, avere un grembo che possa accogliere quattro bimbi contemporaneamente, avere un bacio che possa curare da un ginocchio sbucciato ad un cuore spezzato, e farà tutto con due mani soltanto. L'angelo si meravigliò dei requisiti... «soltanto due mani... è impossibile! E questo è solamente il modello base? È troppo lavoro per un giorno, aspetta fino a domani per terminarla». «No, devo finirla ora!» protestò il Signore, «sono tanto vicino a terminare questa creazione che ci sto mettendo tutto il cuore! Ella si cura da sola quando è ammalata, e può lavorare 18 ore al giorno». L'angelo si avvicinò di più e toccò la donna. «Però l'hai fatta così delicata Signore...». «È delicata - ribattè Dio - però l'ho fatta anche robusta. Non hai idea di quello che è capace di sopportare o ottenere». «Sarà capace di pensare?» chiese l'angelo. Dio rispose: «Non solo sarà capace di pensare, ma pure di ragionare e di trattare». L'angelo allora notò qualcosa e allungando la mano toccò la guancia della donna... «Signore, sembra che questo modello abbia una perdita...». «Ti avevo detto che stavo cercando di mettere in lei moltissime cose... non c'è nessuna perdita... è una lacrima» lo corresse il Signore. «A che serve una lacrima?» chiese l'angelo. E Dio disse: «Le lacrime sono il suo modo di esprimere la sua gioia, la sua pena, il suo disinganno, il suo amore, la sua solitudine, la sua sofferenza, e il suo orgoglio». Ciò impressionò molto l'angelo. «Sei un genio Signore! La donna è veramente meravigliosa!». «Lo è. Le donne hanno delle energie che meravigliano gli uomini. Affrontano difficoltà, reggono pesi gravissimi, però hanno felicità amore e gioia. Sorridono quando vorrebbero gridare, cantano quando vorrebbero piangere, piangono quando sono felici e ridono quando sono nervose. Lottano per ciò in cui credono. Si ribellano all'ingiustizia. Non accettano un "no" per risposta quando credono che ci sia una soluzione migliore. Si privano per mantenere in piedi la famiglia. Vanno dal medico con un'amica timorosa. Amano incondizionatamente. Piangono quando i loro figli hanno successo e si rallegrano per le fortune dei loro amici. Sono felici quando sentono parlare di un battesimo o di un matrimonio. Il loro cuore si spezza quando muore un'amica. Soffrono per la perdita di una persona cara. Senza dubbio sono forti quando pensano di non avere più energie. Sanno che un bacio e un abbraccio possono aiutare a curare un cuore spezzato. Non ci sono dubbi però: nella donna c'è un difetto... ed è che si dimentica quanto vale!» 11月16日 ℓα fєℓι¢ιтà иαѕ¢σѕтαUn giorno lontano nel tempo e così prossimo da essere ancora atteso, il dolce fanciullo si rivolse al vecchio saggio chiedendo con la sua tremula vocina : "Ma dimmi, buon saggio, io tanto ho cercato risposte ad una domanda che ogni giorno mi sovviene alla mente ed a cui non trovo risposta, sai dirmi tu qual' è la risposta? Io cerco la felicità e tanti mi dicono cosa devo fare, come devo comportarmi, dove devo andare, cosa non devo fare, ma io non capisco cosa c'entrino tutte queste cose con la felicità. Sai dirmi tu, buon uomo, cosa devo fare per essere felice?".
Il vecchio saggio, che aveva ascoltato le parole del fanciullo, alzò il capo al cielo, e dopo aver profondamente sospirato, così iniziò. "Vedi caro mio fanciullo, troppo spesso i grandi confondono la felicità con ciò che non ne è neppure una parvenza e scambiano l'essere soddisfatti di qualcosa con la felicità, ma la vera felicità inizia da una assenza e da un grande desiderio. Ti racconterò allora cosa è la felicità, così che tu la sappia cercare e riconoscere nel tuo cammino : - La felicità è il bisogno di un grande cuore, che sappia colmare con il suo amore la distanza tra il nostro desiderio di felicità e la sua realizzazione. - La felicità è uno sguardo che sappia incontrare i nostri occhi, per poterci rispecchiare nella felicità dell'altro. - La felicità è avere qualcuno da amare, che prima di noi abbia amato i nostri desideri. - La felicità è uno sguardo che sappia penetrare dove nascono i nostri pensieri, così che quello sguardo, come una dolce mano, li possa cogliere e condurre dove troveranno la loro risposta. - La felicità è essere lontani, senza essere distanti. - La felicità è un passo di cui riconosciamo il suono, ed è il trepidar del cuore che l'attende. - La felicità è una carezza che sfiora il volto dell'amato senza toccarlo. - La felicità è il silenzio colmo dell'attesa della voce amata. - La felicità è il rispetto che ci fa guardare all'amato come al nostro più prezioso brillante. - La felicità è la cura con cui sosteniamo le sue fatiche più ancora delle nostre. - La felicità è avere un segreto, nascosto nel cuore dell'amato. - La felicità è nascosta nella sua evidenza, perchè sa che il suo splendore sta nel pudore con cui si manifesta. - La felicità è un "Tu", nascosto in un "Noi" che lo contiene. - La felicità sono io e sei tu. 10月22日 Dov'è il mio bacio?![]() C'era una volta una bambina che si chiamava Cecilia. Il papà e la mamma della bambina lavoravano tanto. La loro era una bella famiglia e vivevano felici. Mancava solo una cosa, ma Cecilia non se ne era mai accorta.
Un giorno, quando aveva nove anni, andò per la prima volta a dormire a casa della sua amica Adele. Quando fu ora di dormire, la mamma di Adele rimboccò loro le coperte e diede a ognuna il bacio della buonanotte. "Ti voglio bene" disse la mamma ad Adele. "Anch'io" sussurrò la bambina. Cecilia era così sconvolta che non riuscì a chiudere occhio. Nessuno le aveva mai dato il bacio della buonanotte o le aveva detto di volerle bene. Rimase sveglia tutta la notte, pensando e ripensando: "È così che dovrebbe essere". Quando tornò a casa, non salutò i genitori e corse in camera sua. Li odiava. Perché non l'avevano mai baciata? Perché non l'abbracciavano e non le dicevano che le volevano bene? Forse non gliene volevano? Cecilia pianse fino ad addormentarsi e rimase arrabbiata per diversi giorni. Alla fine decise di scappare di casa. Preparò il suo zainetto, ma non sapeva dove andare. Era bloccata per sempre con i genitori più freddi e peggiori del mondo. All'improvviso, trovò una soluzione. Andò dritta da sua madre e le stampò un bacio sulla guancia: "Ti voglio bene". Poi corse dal papà e lo abbracciò: "Buonanotte papà", disse, "ti voglio bene". Quindi andò a letto, lasciando i genitori ammutoliti in cucina. Il mattino seguente, quando scese per colazione, diede un bacio alla mamma e uno al papà. Alla fermata dell'autobus si sollevò in punta di piedi e diede ancora un bacio alla mamma: "Ciao, mamma. Ti voglio bene". Cecilia andò avanti così giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese. A volte, i suoi genitori si scostavano, rigidi e impacciati. A volte ne ridevano. Ma Cecilia non smise. Aveva il suo piano e lo seguiva alla lettera. Poi, una sera, dimenticò di dare il bacio alla mamma prima di andare a letto. Poco dopo, la porta della sua camera si aprì e sua madre entrò. "Allora, dov'è il mio bacio?" chiese, fingendo di essere contrariata. Cecilia si sollevò a sedere: "Oh, l'avevo scordato". La baciò e poi: "Ti voglio bene, mamma". Quindi tornò a coricarsi e chiuse gli occhi. Ma la mamma rimase lì e alla fine disse: "Anch'io ti voglio bene". Poi si chinò e baciò Cecilia proprio sulla guancia. Poi aggiunse con finta severità: "E non ti dimenticare più di darmi il bacio della buonanotte". Cecilia rise e promise: "Non succederà più". Oggi, qualcuno sta aspettando il "suo" bacio. Da te. 6月4日 La fatina Ridarella e la Fatina LacrimonaUn giorno la Fatina Ridarella incontrò la Fatina Lacrimona che aveva pianto così tanto ma così tanto che per terra c'era una pozza dove nuotavano cento pesciolini. La Fatina Ridarella, che non era mai stata triste in vita sua, le chiese:
"Lacrimona perchè perdi tutta quest'acqua dagli occhi?"
"Perchè piangere è bellissimo... Sigh! - le rispose Lacrimona - Tutti si preoccupano per te... Sigh!" "Allora vuol dire che non sei triste!"
esclamò Riderella tutta contenta.
"Neanche un po'... - ribattè Lacrimona - Anche se non ho mai riso in tutta la mia vita, sono la fatina più felice del mondo sigh! Perchè quando piango mi vogliono tutti ancora più bene. Sigh!"
La Fatina Ridarella decise che anche lei avrebbe imparat a piangere ma, per quanto si sforzasse, dai suoi occhi sprizzava solo felicità e neanche l'ombra di una lacrimuccia.
Per fortuna proprio in quel momento arrivò Solletichina, l'unica fatina del regno fatta di dita, che si offì di aiutarla; le fece così tanto solletico che Ridarella lacrimò dal ridere.
Tutta orgogliosa e con le guance ancora bagnate Ridarella tornò dalla Fatina Lacrimona;
"Lacrimona, Lacrimona. Evviva! Anch'io so piangere! Mi vuoi ancora più bene adesso?"
E Lacrimona rispose: "Primo: piangere dal ridere non è un vero piangere, sigh! Secondo: Non ho tempo di volerti bene, sigh, sono troppo occupata a lacrimare, sigh!"
Allora Ridarella si allontanò trotterellando ancora più contenta del solito perchè aveva capito una cosa: non saper ridere è molto ma molto ma molto peggio di non saper piangere! 4月12日 Riproposta...L'ALBERO DEGLI AMICI
Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino. Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro. Tutti li chiamiamo amici e ce ne sono di molti tipi. Talvolta ogni foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici. Le prime foglie sono il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cos'è la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene. Ma il destino presto ci porta altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore. Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo Amore. Dà luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi. Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta di una vacanza, di un giorno o di un'ora. Essi collocano un sorriso sul nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro. Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno sulle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra. Poi il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l'estate dopo e altre permangono per molte stagioni. Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando sempre le nostre radici. Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino. Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore fortuna e serenità. Oggi e sempre... semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un poco di sé e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente. Questa è la prova evidente che due anime non si incontrano per caso... 9月8日 NotteUn vecchio Rabbì chiese ai suoi discepoli: "Chi di voi saprebbe dirmi in qual modo si possa distinguere il momento in cui la notte finisce e inizia il giorno?". "Io direi - rispose prontamente un allievo - quando, vedendo un animale a distanza, uno sa distinguere se è una pecora o un cane". "No", rispose il rabbì. "Potrà essere l'inizio del giorno - disse un altro - quando, vedendo da lontano un albero, si può dire se è un fico o un pesco". "Neppure", insistè il Rabbì. "Ma, allora - chiesere i discepoli - come mai si può capire quando finisce la notte, e inizia il giorno?". "Quando - rispose con solennità il Rabbì - guardando un uomo qualunque, tu vedi che è tuo fratello: perchè, se non riusciamo a far questo, qualunque sia l'ora del giorno, è sempre notte..." 9月4日 L'anfora imperfettaOgni giorno, un contadino portava l'acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell'asino, che gli trotterellava accanto.
Una delle due anfore, veccha e piena di fessure, durante il viaggio perdeva acqua.
L'altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia.
L'anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l'anfora nuova non perdeva l'occasione di far notare la sua perfezione: "Non perdo neanche una stilla d'acqua, io!".
Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: "Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia. Quando arriviamo nel villaggio io sono mezza vuota. Perdona la mia debolezza e le mie ferite".
Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all'anfora screpolata e le disse: "Guarda il bordo della strada".
"È bellissimo, pieno di fiori".
"Solo grazie a te" disse il padrone. "Sei tu che ogni giorni innaffi il bordo della strada. Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada, e senza saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno".
Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo, possiamo fare meraviglie con le nostre imperfezioni. 8月21日 Cambia strategiaUn giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: "Sono cieco, aiutatemi per favore".
Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete. Poi, senza chiedere il permesso dell'uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un'altra frase. Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo: chiese se fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto. Il pubblicitario rispose "Niente che non fosse vero. Ho solo riscritto il tuo in maniera diversa", sorrise e andò via. Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c'è scritto: "Oggi è primavera... ed io non la posso vedere." Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che sarà per il meglio. Abbi fede: ogni cambiamento è il meglio per la nostra vita.
7月30日 Per amoreUna volta per tutte
ti è dato questo breve precetto: "Ama e fa quel che vuoi" Se tu taci, taci per amore. Se tu parli parla per amore. Se tu correggi correggi per amore. Se tu perdoni perdona per amore. Metti in fondo al cuore la radice dell'amore. Da questa radice non può che maturare del bene.
6月19日 Il segreto della felicitàUn giovane domandò al più saggio di tutti gli uomini il segreto della felicità. Il saggio suggerì al giovane di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore.
"Solo ti chiedo un favore" concluse il saggio, consegnandogli un cucchiaino su cui versò due gocce d'olio. "Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l'olio". Dopo due ore il giovane tornò e il saggio gli chiese: "Hai visto gli arazzi della mia sala da pranzo? Hai visto i magnifici giardini? Hai notato le belle pergamene?". Il giovane, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d'olio. "Torna indietro e guarda le meraviglie del mio mondo" disse il saggio. Il giovane prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare, ma questa volta osservò tutte le opere d'arte. Notò i giardini, le montagne, i fiori. Tornò dal saggio e riferi particolareggiatamente tutto quello che aveva visto. "Ma dove sono le due gocce d'olio che ti ho affidato?" domandò il saggio. Guardando il cucchiaino, il ragazzo si accorse di averle versate. "Ebbene, questo è l'unico consiglio che ho da darti" concluse il saggio. "Il segreto della felicità consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza mai dimenticare le due gocce d'olio nel cucchiaino".
4月18日 L'albero generosoC'era una volta un albero che amava un bambino. Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni.
Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato al suoi rami. Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino. Quando era stanco, il bambino si addormentava all'ombra dell'albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna nanna. Il bambino amava l'albero con tutto il suo piccolo cuore. E l'albero era felice. Ma il tempo passò e il bambino crebbe. Ora che il bambino era grande, l'albero rimaneva spesso solo. Un giorno il bambino venne a vedere l'albero e l'albero gli disse: "Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice". "Sono troppo grande ormal per arrampicarmi sugli alberi e per giocare", disse il bambino. "Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?". "Mi dispiace", rispose l'albero "ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, e va' a venderli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice". Allora il bambino si arrampicò sull'albero, raccolse tutti i frutti e li porto via. E l'albero fu felice. Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare... E l'albero divenne triste. Poi un giorno il bambino tornò; l'albero tremò di gioia e disse: "Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami e sii felice". "Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi", rispose il bambino. "Voglio una casa che mi ripari", continuò. "Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi danni una casa?". "Io non ho una casa", disse l'albero. "La mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice". Il bambino tagliò tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa. E l'albero fu felice. Per molto tempo il bambino non venne. Quando ritornò, l'albero era così felice che riusciva a malapena a parlare. "Avvicinati, bambino mio", mormorò "vieni a giocare". "Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare", disse il bambino. "Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?". "Taglia il mio tronco e fatti una barca", disse l'albero. "Così potrai andartene ed essere felice". Allora il bambino tagliò il tronco e si fece una barca per fuggire. E l'albero fu felice... ma non del tutto. Molto molto tempo dopo, il bambino tornò ancora. "Mi dispiace, bambino mio", disse l'albero "ma non resta più niente da donarti... Non ho più frutti". "I miei denti sono troppo deboli per dei frutti", disse il bambino. "Non ho più rami", continuò l'albero "non puoi più dondolarti". "Sono troppo vecchio per dondolarmi ai rami", disse il bambino. "Non ho più il tronco", disse l'albero. "Non puoi più arrampicarti". "Sono troppo stanco per arrampicarmi", disse il bambino. "Sono desolato", sospirò l'albero. "Vorrei tanto donarti qualcosa... ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto...". "Non ho più bisogno di molto, ormai", disse il bambino. "Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco". "Ebbene", disse l'albero, raddrizzandosi quanto poteva "ebbene, un vecchio ceppo è quel che ci vuole persedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati". Così fece il bambino. E l'albero fu felice. (Shel Silverstein) Questa sera siediti in un angolo tranquillo e aiuta il tuo cuore a ringraziare tutti gli "alberi" della tua vita.
3月28日 Il professore e il barcaioloUn giorno, uno dei più grandi professori dell'Università, candidato al Premio Nobel, famoso in tutto il mondo, giunse sulle rive di un lago. Chiese ad un barcaiolo di portarlo a fare una passeggiata sul lago con la sua barchetta. Il brav'uomo accettò. Quando furono lontani dalla riva, il professore cominciò ad interrogarlo. "Sai la storia?" - "No!" - "Allora un quarto della tua vita è perduto". "Sai l'astronomia?" - "No!" - "Allora due quarti della tua vita sono perduti". "Sai la filosofia?" - "No!" - "Allora tre quarti della tua vita sono perduti". All'improvviso prese ad infuriare una tremenda tempesta. La barchetta, in mezzo al lago, veniva sballottata come un guscio di noce. Gridando sopra il ruggito del vento, il barcaiolo si rivolse al professore. "Sa nuotare?" - "No!", rispose il professore. "Allora tutta la sua vita è perduta!". 3月22日 Ditelo prima...
Lui era un omone robusto, dalla voce tonante e i modi bruschi. Lei era una donna dolce e delicata. Si erano sposati. Lui non le faceva mancare nulla, lei accudiva la casa ed educava i figli. I figli crebbero, si sposarono, se ne andarono. Una storia come tante. Ma, quando tutti i figli furono sistemati, la donna perse il sorriso, divenne sempre più esile, non riusciva più a mangiare e in breve non si alzò più dal letto. Preoccupato, il marito la fece ricoverare in ospedale. Vennero al suo capezzale medici e specialisti famosi. Nessuno riusciva a scoprire il genere di malattia. Scuotevano la testa e dicevano: "Mah!". L'ultimo specialista prese da parte l'omone e gli disse: "Direi semplicemente che sua moglie non ha più voglia di vivere!". Senza dire una parola, l'omone si sedette accanto al letto della moglie e le prese la mano. Una manina sottile che scomparve nella manona dell'uomo. Poi, con la sua voce tonante, disse deciso: "Tu non morirai!". "Perché?", chiese lei, in un soffio lieve. "Perché io ho bisogno di te!". "E perché non me l'hai detto prima?". Da quel momento la donna cominciò a migliorare. E oggi sta benissimo. Mentre medici e specialisti continuano a chiedersi che razza di malattia avesse e quale straordinaria medicina l'avesse fatta guarire così in fretta. Non aspettare mai domani per dire a qualcuno che l'ami. Fallo subito. Non pensare: "Ma mia madre, mio figlio, mia moglie lo sa già". Forse lo sa. Ma tu ti stancheresti mai di sentirtelo ripetere? Non guardare l'ora, prendi il telefono: "Sono io, voglio dirti che ti voglio bene". Stringi la mano della persona che ami e dillo: "Ho bisogno di te! Ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene". L'amore è la vita. Vi è una terra dei morti e una terra dei vivi. Chi li distingue è l'amore. 3月12日 86400 al giornoImmagina che esista una Banca che ogni mattina accredita la somma di 86.400 sul tuo conto. Non conserva il tuo saldo giornaliero. Ogni notte cancella qualsiasi quantita' del tuo saldo che non sia stata utilizzata durante il giorno. Che faresti? Ritireresti fino all'ultimo centesimo ogni giorno,ovviamente!!!! Ebbene, ognuno di noi possiede un conto in questa Banca. Il suo nome? TEMPO. Ogni mattina questa Banca ti accredita 86.400 secondi. Ogni notte questa Banca cancella e da come perduta qualsiasi quantita' di questo credito che tu non abbia investito in un buon proposito. Questa Banca non conserva saldi ne' permette trasferimenti. Ogni giorno ti apre un nuovo conto. Ogni notte elimina il saldo del giorno. Se non utilizzi il deposito giornaliero, la perdita e' tua. Non si puo' fare marcia indietro. Non esistono accrediti sul deposito di domani. Devi vivere nel presente con il deposito di oggi. Investi in questo modo per ottenere il meglio nella salute, felicita' e successo. L'orologio continua il suo cammino. Ottieni il massimo da ogni giorno. Per capire il valore di un anno, chiedi ad uno studente che ha perduto un anno di studio. Per capire il valore di un mese, chiedi ad una madre che ha partorito prematuramente. Per capire il valore di una settimana, chiedi all'editore di un settimanale. Per capire il valore di un ora, chiedi a due innamorati che attendono di incontrarsi. Per capire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno. Per capire il valore di secondo, chiedi a qualcuno che ha appena evitato un incidente. Per capire il valore di un milionesimo di secondo, chiedi ad un atleta che ha vinto la medaglia d'argento alle Olimpiadi. Dai valore ad ogni momento che vivi, e dagli ancor piu' valore se lo potrai condividere con una persona speciale, quel tanto speciale da dedicarle il tuo tempo e ricorda che il tempo non aspetta nessuno. Ieri? Storia. Domani? Mistero. E' per questo che esiste il presente!!! Ricorda ancora, il tempo non ti aspettera'. Dai valore ad ogni momento a tua disposizione. Lo apprezzerai ancor di piu' se potrai condividerlo con qualcuno che sia speciale. 3月8日 La felicità nascostaUn giorno lontano nel tempo e così prossimo da essere ancora atteso, il dolce fanciullo si rivolse al vecchio saggio chiedendo con la sua tremula vocina : "Ma dimmi, buon saggio, io tanto ho cercato risposte ad una domanda che ogni giorno mi sovviene alla mente ed a cui non trovo risposta, sai dirmi tu qual' è la risposta? Io cerco la felicità e tanti mi dicono cosa devo fare, come devo comportarmi, dove devo andare, cosa non devo fare, ma io non capisco cosa c'entrino tutte queste cose con la felicità. Sai dirmi tu, buon uomo, cosa devo fare per essere felice?". Il vecchio saggio, che aveva ascoltato le parole del fanciullo, alzò il capo al cielo, e dopo aver profondamente sospirato, così iniziò. "Vedi caro mio fanciullo, troppo spesso i grandi confondono la felicità con ciò che non ne è neppure una parvenza e scambiano l'essere soddisfatti di qualcosa con la felicità, ma la vera felicità inizia da una assenza e da un grande desiderio. Ti racconterò allora cosa è la felicità, così che tu la sappia cercare e riconoscere nel tuo cammino : - La felicità è il bisogno di un grande cuore, che sappia colmare con il suo amore la distanza tra il nostro desiderio di felicità e la sua realizzazione. - La felicità è uno sguardo che sappia incontrare i nostri occhi, per poterci rispecchiare nella felicità dell'altro. - La felicità è avere qualcuno da amare, che prima di noi abbia amato i nostri desideri. - La felicità è uno sguardo che sappia penetrare dove nascono i nostri pensieri, così che quello sguardo, come una dolce mano, li possa cogliere e condurre dove troveranno la loro risposta. - La felicità è essere lontani, senza essere distanti. - La felicità è un passo di cui riconosciamo il suono, ed è il trepidar del cuore che l'attende. - La felicità è una carezza che sfiora il volto dell'amato senza toccarlo. - La felicità è il silenzio colmo dell'attesa della voce amata. - La felicità è il rispetto che ci fa guardare all'amato come al nostro più prezioso brillante. - La felicità è la cura con cui sosteniamo le sue fatiche più ancora delle nostre. - La felicità è avere un segreto, nascosto nel cuore dell'amato. - La felicità è nascosta nella sua evidenza, perchè sa che il suo splendore sta nel pudore con cui si manifesta. - La felicità è un "Tu", nascosto in un "Noi" che lo contiene. - La felicità sono io e sei tu. 3月4日 Ho imparatoHo imparato...
che quando sei innamorato... si vede. Ho imparato... che basta una persona che mi dice che gli ho migliorato la giornata... per migliorare la mia. Ho imparato... che e' piu' importante essere gentili che corretti. Ho imparato... che posso sempre pregare per qualcuno quando non ho la forza per aiutarlo in qualche altro modo. Ho imparato... che anche se la vita vuole che tu sia serio... tutti hanno bisogno di un amico per divertirsi. Ho imparato... che a volte a una persona serve solo una mano da tenere e un cuore che capisce. Ho imparato... che i soldi non comprano la classe. Ho imparato... che sono le piccole cose nella vita che la rendono così bella. Ho imparato... che sotto la corazza di ognuno c'è sempre qualcuno che vuole essere amato e apprezzato. Ho imparato... che Dio non ha fatto tutto in un giorno... cosa mi fa pensare che io ci riesca? Ho imparato... che ignorare i fatti... non cambia i fatti... Ho imparato... che quando vuoi vendicarti di qualcuno... lasci solo che quel qualcuno continui a farti del male. Ho imparato... che l'amore, non il tempo... guarisce le ferite. Ho imparato... che il modo piu' facile per crescere come persona, è circondarmi di persone più intelligenti di me. Ho imparato... che ogni persona che conosci... merita di essere salutata con un sorriso. Ho imparato... che nessuno è perfetto... finchè non ti innamori Ho imparato... che la vita è dura... ma io di più!!! Ho imparato... che le opportunità non vanno mai perse... quelle che lasci andare tu... le prende qualcun altro. Ho imparato... che quando serbi rancore e amarezza... la felicità va da un'altra parte. Ho imparato... che bisognerebbe sempre usare parole buone... perchè domani forse si dovranno rimangiare. Ho imparato... che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto. Ho imparato... che non posso scegliere come mi sento... ma posso sempre farci qualcosa. Ho imparato... che quando tuo figlio appena nato, tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno... ti ha agganciato per la vita. Ho imparato... che tutti vogliono vivere in cima alla montagna... ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali. Ho imparato... che è meglio dare consigli solo in due circostanze... quando sono richiesti e quando ne dipende la vita. Ho imparato... che meno tempo spreco... più cose faccio. 3月3日 Dire non direCi sono 27 cose da non dire a chi amate:
"Te l'avevo detto; Sei come tua madre; Sei sempre di cattivo umore; Stai sragionando; E' colpa tua; Cosa c'è che non va con te?; L'unica cosa che sai fare è lamentarti; Qualsiasi cosa faccia non ti va mai bene; Hai quello che ti meriti; Perché non mi ascolti mai?; Cerca di essere più responsabile; Cosa stai pensando?; Sei impossibile!; Non so proprio perché mi sono messo con te; Posso parlare con te fino a restare senza fiato e comunque non ne ricaverei nulla di buono; Posso fare quello che voglio; Se non ti va bene puoi sempre andartene; Non ne combini mai una giusta; Che cosa stupida!; L'unica cosa che sai fare è pensare a te stesso; Se mi amassi davvero lo faresti; Sei una bambina; Sei bravo solo a cambiare opinione; Hai bisogno di tranquillanti; Qual è il tuo problerna?; Non riesco a capirti; Devi sempre avere ragione tu?". Ci sono 37 cose da dire a chi amate: "Ottimo lavoro; Sei fantastico; E' stato bellissimo; Sei strepitosa, oggi; Non mi sento completa senza di te; Apprezzo davvero tutto quello che hai fatto per me in questi anni; Tu sei la cosa più importante nella mia vita, più dei bambini, della carriera, degli amici, di tutto; Sono felice di averti sposato; Sei il migliore amico che ho, Se dovessi tornare indietro, ti sposerei di nuovo; Oggi ho voglia di stare con te; Ho sentito la tua mancanza, Oggi non riuscivo a toglierti dai miei pensíeri; E' bello svegliarsi al tuo fianco; Ti amerò sempre; Mi piace vedere i tuoi occhi che si illuminano quando sorridi; Come al solito, oggi sei bellissima; Mi fido di te; Posso sempre contare su di te; Mi fai stare bene; Sono così orgoglioso di essere al tuo fianco; Mi dispíace; Ho sbagliato; Cosa ti píacerebbe?; Cosa stai progettando?; Mi basta ascoltare; Sei così speciale; Non riesco a immaginare la mia vita senza di te; Vorrei essere migliore con te; Cosa posso fare per aiutarti?; Prega per me; Ho pregato per te, oggi; Ogni momento che passiamo insieme è prezioso; Grazie per il tuo amore; Grazie perché mi accetti per come sono; Grazie per essere al mio fianco; Rendi ogni giorno più bello". Le cose in grassetto gliele ho dette tutte, ma proprio tutte, e tante volte... Che per caso sono innamorata??? 3月1日 ApparenzeIl re era morto e il nuovo erede era da poco salito al trono. Per prima cosa, volendo rinnovare il consiglio regale, mandò araldi in tutto il paese per convocare a palazzo gli uomini ritenuti più saggi. Nessuno conosceva il nuovo re, e tutti erano ansiosi di dimostrargli il loro valore. Per primo fu introdotto nel palazzo reale il saggio Jang-Tzé. Quando questi si trovò di fronte al trono, vedendovi seduto un uomo abbigliato di splendide vesti, gli si prostrò davanti chinandosi sino a terra. A quel punto, da un angolo della sala, udi una voce dirgli: "Amico, come posso sceglierti quale consigliere se t'inchini davanti a un bagliore di vesti senza sapere chi le indossa? Colui che stai onorando è il mio servo". La voce era quella del re, un giovane uomo vestito come un semplice monaco. Jang-Tzé, capendo di aver clamorosamente fallito la prova, si ritirò col viso rosso d'imbarazzo e la vergogna nel cuore. Né lo consolò il sapere che tutti gli altri saggi sarebbero caduti nel suo stesso errore. 2月22日 L'essenzialeStrani rumori rifuggivano dalla finestra, in lontananza si udiva il fischio di un treno e il suo "pensiero" come al solito era assente! "Ma dove diavolo ti sei cacciato? Proprio oggi che ho bisogno di te, se mi va male anche questa audizione non so più verso cosa la vita mi porterà!" Nel frattempo la foresta gremita di aghi di pino e spine di pungitopo guardava ostile verso la casetta del piccolo Saubert. Origliando, gli gnomi della foresta avevano saputo che se Saubert non avesse passato l'audizione sarebbe per sempre stato estromesso dalla saga degli Elfi-Pensiero. Saubert giunse alla foresta senza aver trovato il suo "pensiero" con gli occhi furtivi cercava di intravedere il suo pensiero sotto la testa di un fungo, dietro la foglia di un acero, dentro a un riccio, ma niente! Cominciò a piovere e la foresta si chiuse tutta in una nicchia lasciando scoperto solamente uno specchio d'acqua. Saubert dapprima si riparò sotto a un pino che sdegnato, alzò tacchi e radici e si spostò vicino ad un abete, cercò poi di entrare in un riccio, ma questo si chiuse a tal punto che non potè far altro che pungerlo e poi, e poi, ma nessuno voleva sotto di sé un essere della foresta così bifido. Non era rimasto altro spazio che il laghetto. Come lo avrebbe potuto riparare? Forse trasformandosi in goccia avrebbe provato piacere a stare nelle braccia di quello specchio d'acqua, così si avvicinò. Specchiandosi nell'acqua, rimase sorpreso di non vedere la sua immagine riflessa, solo un fiore si vedeva, con molti petali bianchi, anzi trasparenti al cui centro intravide una luce: era la sua "Anima"! La afferrò e la strinse forte a sé. Andiamo a fare la tua audizione, io sono l'Anima, il tuo "pensiero". È solo con il cuore che si può vedere nel modo giusto; ciò che è essenziale è invisibile agli occhi... |
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